visita-in-citta-Firenze-Piazza-San-FirenzeD

Posted in Attivita | Leave a comment

vacanze-anziani-2016-locandina-auser

Posted in Attivita | Leave a comment

VOLANTINO-Vacanze Anziani 2016(1)-page-001VOLANTINO-Vacanze Anziani 2016(1)-page-002VOLANTINO-Vacanze Anziani 2016(1)-page-003VOLANTINO-Vacanze Anziani 2016(1)-page-004

Posted in Attivita | Leave a comment

visita monte alle croci jpgmaggio 2016

Posted in Senza categoria | Leave a comment

0001

Posted in Senza categoria | Leave a comment

Cattura1

Posted in Coordinamento Auser Firenze | Leave a comment

L’Auser di Firenze continua nella sua attività informativa: “consigli finalizzati a tutelare al meglio  la  salute”. Ci siamo proposti  con questa attività di indirizzare i soci, i cittadini  verso più  corretti stili di vita.

Il nostro scopo è, attraverso l’informazione,  di permettere ad ognuno una maggiore capacità di scegliere  e non quello di proibire creando paure, psicosi collettive spesso in buona parte immotivate .

Non vogliamo imporre vecchie o nuove  ideologie sanitarie, ma correttamente offrire conoscenze per aiutare ciascuno di organizzare autonomamente  le proprie scelte di vita.

L’articolo che segue, scritto dal nostro socio dott.   Giuseppe Curatola  che  riguarda un aspetto importante dell’alimentazione e cioè il consumo delle carni rosse è emblematico del nostro approccio culturale: “ che sia  la conoscenza e non la paura a guidarci”.

 

NON METTIAMO  TROPPA  CARNE  AL  FUOCO!

W la dieta mediterranea

Adesso che i riflettori sui rischi alla salute derivanti  dal consumo delle carni si sono praticamente spenti, proviamo a mettere qualche punto fermo su questa vicenda, basandoci su dati sufficientemente provati.

Cosa ha detto di veramente nuovo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)? Poco. Nei mesi scorsi, sulla base della letteratura scientifica disponibile ad oggi, ha solo aggiornato il livello di rischio derivante dall’uso delle carni, rischio già noto da molti anni. Le carni rosse sono state inserite nel Gruppo 2A, cioè tra quelle che “probabilmente” possono causare il cancro e per le quali la cancerogenicità è provata in maniera sufficiente per gli animali ma in maniera limitata sull’uomo. Maggiore è invece il rischio per le carni lavorate (salsicce, wurstel, prosciutto, speck, carne in scatola) che sono state inserite nel Gruppo 1 per il quale esistono sufficienti prove di cancerogenicità nell’uomo.

Ma, attenzione, nel Gruppo 1 sono inserite decine di sostanze con cui giornalmente veniamo inevitabilmente a contatto. Sappiamo bene, per esempio, che l’aria delle nostre città è inquinata anche da sostanze cancerogene. Cosa facciamo? Evitiamo di uscire in strada o di aprire le nostre finestre per paura dello smog? Ovviamente no! e allora proviamo a ragionare liberando la mente dai facili allarmismi.

Una prova sufficiente non vuol dire una conseguenza certa.  Scrive l’OMS: “chi mangia ogni giorno 50 gr di carne lavorata corre un rischio maggiore del 18% di sviluppare il cancro del colon”. Ma cosa significa questo in concreto? Che su 10 mila persone che non mangiano troppi insaccati (< 50 gr al giorno) 5 svilupperanno un cancro del colon, mentre su 10 mila che ne mangiano troppi (> 50 gr al giorno) i casi di cancro del colon saranno 6. Certo, è 1 in più ogni 10 mila, ma non l’ecatombe che ci hanno prospettato i media.

Quantità e qualità fanno la differenza. Ovviamente è determinante anche la quantità dei prodotti, legata spesso alle abitudini alimentari delle singole aree geografiche. Ad esempio, negli Stati Uniti il consumo medio di carne pro-capite è di 125 kg, mentre in Italia è poco più della metà (78 Kg). Anche la qualità del prodotto fa la differenza perché, ad esempio, una cosa è mangiare qualche fetta di un buon prosciutto toscano, per la cui preparazione sono previsti rigidi disciplinari, altro consumare prodotti esteri di dubbia provenienza e lavorazione. Ma di tutto questo l’analisi dell’OMS non ne tiene conto perché mette insieme i risultati di 800 studi provenienti da tutta la comunità scientifica del mondo. Anche la cottura è importante: infatti il rischio è maggiore con le preparazioni che comportino l’esposizione della carne alla fiamma diretta ed elevate temperature (es. griglia).

Niente panico.  Il documento dell’OMS ha acceso i riflettori e favorito il dibattito su un problema che riguarda la nostra salute e questo certamente è un bene. Come in altri casi (Mucca pazza, Aviaria, SARS, ecc.), si è generato un eccessivo allarme nella popolazione a causa del modo troppo strillato e poco ragionato con cui i media (giornali, televisione, internet, ecc.) hanno diffuso la notizia. Una sorta di psicosi collettiva che può colpire soprattutto le persone che non sono abituate a scegliere in autonomia. Impariamo invece a ragionare con la nostra testa, avvicinandoci con spirito critico e discernimento alle notizie, soprattutto a quelle che riguardano la nostra salute e facendo riferimento solo a fonti autorevoli.

Non mettiamo troppa carne al fuoco! Quindi non è necessario smettere di consumare la carne rossa (che, non dobbiamo dimenticare, contiene componenti importanti per la nutrizione, come proteine e ferro), ma va fatto con moderazione (una o due volte a settimana), e scegliendola di qualità.

 

Cosa ci ha insegnato questa vicenda?  Che restano valide le raccomandazioni delle Agenzie sanitarie internazionali, che suggeriscono per contrastare le malattie croniche, tumori compresi,  una dieta equilibrata con consumo quotidiano di cereali (pasta, riso o pane) preferibilmente integrali, frutta e ortaggi (almeno 5 porzioni al giorno), legumi  accompagnati alternativamente da carne (carni rosse e bianche), pesce, uova, latte e derivati oltre all’uso quotidiano per condire di olio extravergine di oliva: in pratica il modello della nostra dieta mediterranea.

Ma su questo e, piu’ in generale, sui corretti stili di vita si tornerà  a parlare a breve in questa rubrica.

Giuseppe Curatola

Medico e Volontario Auser Firenze

 

 

 

 

 

 

Posted in Coordinamento Auser Firenze | Leave a comment

 

 

images

auser volntariato firenze

 

 

 

 

 

L’Auser Firenze con il patrocinio del Consiglio di Quartiere 1, la collaborazione dell’Istituto Comprensivo Centro Storico Pestalozzi e Caritas Firenze organizza un

Corso di italiano per immigrati, integrato da informazioni sanitarie di base.

Il corso è gratuito e si svolgerà presso la Scuola Media Carducci viale Gramsci 11,(vicino piazza Beccaria) nei giorni lunedì e mercoledì dalle ore 15 alle ore 17 a partire dal 4 aprile 2016.

Siamo di fronte ad una babele di linguaggi sul problema degli immigranti.

Si passa da chi rifiuta ideologicamente sia la solidarietà che la necessità dell’integrazione fino all’altro estremo negativo di chi si riempie la bocca con la parola solidarietà ma ha trasformato la solidarietà in squallidi affari.

L’Auser di Firenze con la collaborazione del Comune di Firenze, quartiere Q1, è impegnata a dare una risposta concreta a questa problematica dando sostanza ai propri valori fondanti;un contributo limitato quantitativamente ma di grande importanza culturale e sociale.

Il corso di alfabetizzazione è rivolto a immigrati che vivono nella nostra città e ha l’obiettivo di coniugare la professionalità delle docenze con l’umanità che il volontariato da sempre esprime.

Il corso è dimensionato sulle problematiche dell’utenza con l’intento di trasformare l’azione di alfabetizzazione in un fattivo contributo all’integrazione. Gli immigrati mentre impareranno la nostra lingua acquisiranno importanti nozioni su problematiche come la salute e l’educazione civica.

In settimana è prevista la conferenza stampa in comune – sala incontri

Giovanni Dell’olmo Firenze 31 marzo 2016

Posted in Quartiere 1 | Leave a comment

LA MENINGITE IN TOSCANA

Introduzione all’art. del dott. Giuseppe Curatola

L’AUSER di Firenze continua nella sua attività di informazione sanitaria  per aiutare i cittadini di ogni età a meglio tutelare la propria salute. Questa volta affrontiamo con un articolo del nostro volontario dott. Giuseppe Curatola  il problema della meningite che tanta preoccupazione ha suscitato nell’ultimo anno in Toscana. L’informazione ha un duplice scopo,  allontanare il pericolo che su questo fenomeno si alimenti una psicosi che danneggia senza aiutare a capire e affrontare il problema (non c’è in Toscana una epidemia di meningite, solo un aumento dei casi che ci deve chiamare a una positiva attenzione verso il problema); indicare le profilassi utili a tutelarsi da questo pericolo e aiutare a diminuire i rischi di potere essere involontariamente portatori sani del contagio verso gli altri. Nostra intenzione è aprire un dialogo con i nostri soci e con i cittadini, che potranno porre domande al nostro gruppo di medici che disinteressatamente si sono posti al servizio dell’Auser. L’articolo sulla meningite segue quello sulla vaccinazione antinfluenzale che ha convinto tanti soci scettici a vaccinarsi.

In settimana l’articolo sarà pubblicato anche nei siti web Auser.

Cordiali saluti

Giovanni dell’olmo

 

auser logo

     Volontariato Firenze

La meningite in Toscana: dobbiamo allarmarci?

E’ di oggi la notizia di un nuovo caso di meningite a Firenze. Molti mass-media parlano di una vera epidemia, e questo ci spaventa. Per evitare allarmismi incontrollati, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. I dati ufficiali ci dicono che:

Nel 2015 in Italia si sono registrati 175 casi di meningite batterica.

Nel 2015 in Toscana si sono avuti 38 casi, la maggioranza da ceppo C del meningococco, con 8 decessi. Nei primi mesi del 2016 i casi in Toscana sono 14 con 4 decessi. Proiettando i dati a fine 2016, si arriverebbe a 65 casi e a 19 decessi.

Vi è quindi una crescita brusca di casi gravi di meningite da meningococco del ceppo C, ancor più rilevante considerando che i decessi per meningite in Toscana erano stati solo 2 nel 2014. Di fronte a questi numeri, è corretto parlare di epidemia? Secondo gli esperti no. Certo, 8 morti in un anno (quelli reali del 2015) o 19 (quelli ipotetici del 2016) sono tanti, ma (statisticamente parlando) pochi rapportati ad esempio ai 250 morti/anno che si registrano in Toscana a causa di incidenti stradali.

Le anomalie toscane

Le ragioni di questa espansione della malattia e della ampia prevalenza del ceppo C sono ancora poco chiare anche per gli esperti. A ciò si aggiungono altre peculiarità che sembrano configurare un “caso Toscana”. Da noi infatti:

  • il Meningococco aggredisce anche pazienti di età intorno ai 60 anni e non solo i giovani.
  • i casi sono concentrati a Firenze, l’Empolese, Prato, Pistoia e la fascia della costa. Nel resto della Toscana i casi sono stati sporadici, come nel resto d’Italia.
  • la malattia nell’ultimo anno si è presentata anche nelle stagioni più miti e non prevalentemente d’inverno, come abitualmente accade

I timori per la propria salute hanno varcato i confini regionali tanto che molti turisti e scolaresche di altre regioni hanno cominciato a disdire prenotazioni alberghiere, soprattutto dopo la circolare del Ministero della Salute dei primi di marzo che ha esteso l’invito a vaccinarsi anche a tutti quelli che si recano con una certa frequenza nelle aree interessate. Circolare che è stata letta, al di là delle intenzioni del Ministero, come un invito a tenersi lontani dalla Toscana.

Cosa possiamo concretamente fare?

Prima di tutto non farci prendere dal panico, ma mantenere un approccio razionale, mettendo in campo tutte le misure efficaci disponibili.

Come in tutte le malattie infettive, la prevenzione ha un ruolo centrale.

  • Cominciamo col chiarire come si trasmette: il contagio avviene da persona a persona per via respiratoria (goccioline di saliva, starnuti), ma perché succeda è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o in ambienti molto affollati, infatti la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di 2 metri dalla fonte. Tuttavia l’essere esposti a uno di questi germi non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia: Per molti agenti infettanti come il meningococco, infatti, è frequente lo stato di portatore, cioè di individuo sano, nel cui faringe risiedono questi batteri, senza alcun disturbo. Si stima che circa il 10% della popolazione italiana sia portatrice sana. Da questo deriva il consiglio di evitare la frequentazione di locali molto affollati per il rischio di venire a contatto con portatori del batterio.
  • Attenzione anche a riconoscere i sintomi: in presenza di febbre alta, forte mal di testa e, soprattutto, rigidità alla nuca al punto che non si è capaci di flettere la testa sul collo, bisogna rivolgersi subito ad un medico.
  • Un caso particolare riguarda le persone che sono venute a contatto con un soggetto che ha poi sviluppato la malattia. Per loro è prevista la profilassi con un antibiotico e la sorveglianza clinica. Si tratta dei conviventi e di coloro che hanno avuto contatti stretti con l’ammalato nei 10 giorni precedenti la data della diagnosi (tenuto conto che questo è il periodo massimo di incubazione).
  • Infine, il vaccino. Esistono diversi tipi di vaccino contro il meningococco, a seconda del ceppo da cui ci si vuole proteggere. Già negli anni scorsi sono state avviate campagne vaccinali rivolte a bambini ed adolescenti, essendo queste le fasce di età ritenute più a rischio. Ma, come abbiamo visto prima, in Toscana la diffusione della malattia sta seguendo un andamento atipico, riguardando tutte le età. E’ per questo che le autorità sanitarie hanno opportunamente esteso la campagna vaccinale (gratuita nelle zone più interessate) anche agli anziani, pur se tuttora mancano dati sulla sua efficacia in questa popolazione. La copertura data dal vaccino, che e’ privo di effetti collaterali importanti, comincia dopo 2 settimane e dura 4 – 5 anni.

In conclusione, il consiglio che mi sento di dare è quello di vaccinarvi, a prescindere dall’età (io, che ho 66 anni, l’ho fatto). Sapendo che questo gesto ha anche una funzione “sociale”, perché il vantaggio non è solo per chi si vaccina, ma anche per chi gli sta intorno: in questo modo non solo non ci si ammala, ma non si diventa neanche veicolo (anche da semplice portatore sano) del Meningococco. Per chi non intende farlo, l’invito è quello di evitare i luoghi affollati e di non sottovalutare eventuali sintomi sospetti, rivolgendosi subito ad un medico.

Infine, cerchiamo di tenerci informati, senza allarmismi ingiustificati, privilegiando le fonti autorevoli, come il medico di famiglia e le autorità sanitarie.

 

Giuseppe Curatola

Medico e Volontario Auser Q1 Firenze

      23  Marzo 2016

Posted in Coordinamento Auser Firenze | Leave a comment

Vaccinati contro l’influenza entro un mese, parlane con il tuo medico

Come tutti gli anni, fra 2-3 mesi l’influenza raggiungerà il suo picco colpendo milioni di Italiani. In questi giorni i vaccini antinfluenzali stanno arrivando nelle farmacie ed è partita in Toscana la campagna per la promozione della vaccinazione. Tale campagna si inserisce in un contesto non certo favorevole per le vaccinazioni in generale.

Vi è un allarmante calo in Italia delle vaccinazioni pediatriche. Già assistiamo ad una ripresa di malattie quali il morbillo o la pertosse, e le autorità sanitarie paventano il rischio di una ricomparsa nella popolazione nativa italiana di patologie gravissime in atto debellate quali p.es. la poliomielite. In Toscana, ove è presente una grave forma di meningite che colpisce soprattutto i giovani, le autorità sanitarie regionali sono impegnate in una intensa campagna per la vaccinazione contro il meningococco, campagna che ad oggi non ha ancora centrato i suoi obiettivi. Leggi tutto

Posted in Coordinamento Auser Firenze | Leave a comment