Abitare Solidale fuori sede

Persone sole, operazione ” fuori sede”. A 5 mesi da quello stringato annuncio del sindaco Dario Nardella al pranzo degli auguri di Natale entra ora nel vivo il piano del Comune per coinvolgere una parte dei circa 15 mila studenti fuori sede della città nella più grande emergenza sociale cittadina, i circa 20 mila anziani che abitano da soli. Si tratta di un progetto già attivo che si allarga, quello che si chiama “Abitare solidale”, gestito dall’Auser insieme a Palazzo Vecchio. Il principio è la coabitazione. Negli ultimi 5 anni ne sono state attivate oltre 300 e 60 sono oggi attive: si tratta di anziani soli che mettono spazi della loro casa gratuitamente a disposizione di persone in difficoltà. Fin qui nel progetto sono state coinvolte donne vittime di violenza e persone segnalate dai servizi sociali nell’ambito dell’emergenza abitativa. L’idea dell’assessora al sociale Sara Funaro e del sindaco Nardella è quella di estendere ora il raggio d’azione agli studenti in cerca di una casa in città. I fuori sede che sono migliaia. « Già nei prossimi giorni parleremo con l’Università e l’azienda regionale per il diritto allo studio per mettere in piedi una grande campagna informativa. Contemporaneamente come Comune ci attiveremo per coinvolgere molti più anziani, scriveremo agli over 65 che sappiamo esser soli, che stimiamo in circa 20 mila se non di più, per proporgli questa soluzione » annuncia Funaro.
Come funzionerebbe? La formula è: una stanza in cambio di compagnia. Non è che lo studente che accetti debba ritrovarsi costretto a fare da badante, quello no: «Non si tratta di uno scambio di servizi ma di un progetto sociale con l’obiettivo di fornire risposte abitative e mettere in piedi uno scambio intergenerazionale » dice Funaro. Una forma di welfare preventivo, per così dire. Ogni coabitazione ha una storia a sè. I volontari dell’Auser, che si occupano di assistenza agli anziani, svolgono colloqui personalizzati e provvedono al match tra domanda e offerta, per così dire. Spetta a loro capire chi e come far convivere. Poi c’è un mese di test. E poi si parte se tutto va bene. Non senza continui monitoraggi da parte dell’Auser che gestisce il progetto e ne coordina lo svolgimento. Non sempre le cose vanno come si deve, anche se la percentuale di successi è alta: in un caso su 5 le coabitazioni dopo un tot di tempo saltano. Funzionerà la formula anziani- studenti? In una città con quasi 99 mila over 65, di cui 9 mila celibi o nubili, 27 mila vedovi e quasi 5 mila divorziati è una sfida non banale.
(Ernesto Ferrara perLa Repubblica del 6 Maggio 2019)
2019-05-07T09:14:00+00:00 7 maggio 2019|Attivita, Contenuti|