Vivere in centro? “ Bello ma muoversi è difficile”

Centinaia di over 60 residenti affidano a un questionario distribuito da Ires-Cgil le loro perplessità su parcheggi, turni dei bus, l’orario lungo della Ztl che rende complicato invitare i conoscenti che stanno in periferia. “ I nostri palazzi sono abitati da turisti”
Lo sintetizzano nella frase « difficoltà di trovare parcheggio » . Ma per le centinaia di anziani che abitano in centro e che hanno risposto al questionario Ires- Cgil sulla loro vita nel cuore della città, inserito dal Quartiere 1 nel giornale Reporter indicando i punti di raccolta delle risposte, vuole dire molto di più. Se si leggono più attentamente le risposte, significa la difficoltà di usare l’auto come di avere un servizio di trasporto pubblico sufficiente, di potere invitare i parenti o gli amici a cena, a un’ora in cui i bussini non viaggiano più, i quali arriverebbero dalle periferie o da fuori città in auto ma poi non saprebbero dove parcheggiare. Difficoltà di muoversi perfino a piedi: tra marciapiedi stretti, che però li disturbano meno delle moto e le bici che ci trovano sopra, e le buche in cui rischiano di inciampare.
È la mobilità il problema principale che affligge persone peraltro affezionate al loro quartiere ( il Quartiere 1 che comprende il centro storico, Sant’Jacopino e piazza Puccini). Come emerge dall’indagine Ires- Cgil presentata ieri da Auser volontariato e Spi Cgil. In secondo luogo, viene la sicurezza intesa più che come criminalità, sottolinea il segretario provinciale Spi Mario Batistini, come insicurezza dentro a un centro dove chiudono i negozi storici a favore dei piccoli e più estranei supermercatini, dove gli abitanti si sentono travolti da orde di turisti, e dove alcuni giovani tornano a comprare casa ma i vecchi residenti non sanno se poi andranno davvero a abitarci o se ne nascerà un anonimo airbnb.
Il 55% del campione si preoccupa di parcheggi e mobilità, il 43% per la sicurezza, il 35% per i rumori notturni, il 33% per l’assenza di luoghi di socializzazione e di attività, il che non è poco vista l’età coinvolta nell’indagine (persone tra i 60 e gli 80 anni, in maggioranza pensionati, alcuni ancora al lavoro o liberi professionisti). Gli anziani del quartiere amano il centro ma ne notano le mancanze, hanno voglia di fare, reclamano più occasioni di attività socio culturali, rimpiangono i tanti cinema chiusi. Io ci sono, dicono. E molti vorrebbero andare a ballare il liscio, d’estate alle Cascine, d’inverno al Grillo Canterino di via Palazzuolo.

Pesa, ovviamente, la questione economica e sociale, A sentirsi maggiormente sicuri sono il 72% dei più abbienti, il 55% dei professionisti, e il 48% dei laureati. Si sentono meno sicuri i più poveri ( 36%). Per quel che riguarda la mobilità, danno un giudizio leggermente negativo anche sulla Ztl notturna o perché inefficace o perché limitativa delle attività commerciali. Accettano di cambiare due o tre bus per arrivare a destinazione ma i cosiddetti anziani si seccano di non poter poi tornare a casa la notte perché il servizio dei bussini finisce presto. « Chiediamo alle istituzioni — dice Batistini — di migliorare la mobilità, magari a partire da servizi navetta anche notturni, di incrementare il commercio di vicinato e, soprattutto, le occasioni e i punti d’incontro anche culturali».

Ilaria Ciuti-La Repubblica

2019-04-03T22:08:07+00:00 3 aprile 2019|Attivita, Contenuti, Quartiere 1|