Il tema è di nuovo di attualità ed ultimamente è stato anche oggetto di controversi dibattiti.
Dato che si parla di salute e non dell’oroscopo la cosa migliore è quella di ascoltare il parere del medico che accompagna le sue indicazioni  professionali con dati  scientifici incontrovertibili

La vaccinazione antinfluenzale protegge te stesso, la tua famiglia e la comunità in cui vivi

Oramai siamo prossimi all’inverno e, come per gli anni passati, dobbiamo decidere se vaccinarci o meno contro la incombente influenza.

Noi come Auser siamo da anni fortemente impegnati nella campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione contro l’influenza. Tanto per citare gli interventi più recenti, nel 2015 pubblicammo una lettera sul sito che già segnalava il preoccupante calo delle vaccinazioni e i rischi connessi col non vaccinarsi sia a livello individuale che collettivo (il cosiddetto effetto gregge). Nel 2016 riprendemmo gli stessi concetti in una campagna sulla vaccinazione condotta unitamente all’Ordine dei Medici della Toscana.

Se guardiamo ai nostri comportamenti passati, sono più le ombre delle luci. Come si evince dalla figura, la copertura vaccinale antinfluenzale negli ultrasessantacinquenni in Toscana è stata in costante crescita nel primo decennio del 3° millennio, superando il 70% nel 2009-2010. Da allora siamo in caduta libera e attualmente la copertura si attesta poco al di sopra del 50%. Non ci consola certo il fatto che facciamo un po’ meglio rispetto all’Italia.

Tasso percentuale di copertura vaccinale antinfluenzale nella popolazione di età 65 anni e oltre

 

La scarsa copertura vaccinale è una vera iattura in quanto l’influenza è un killer spietato soprattutto per gli anziani fragili. La scorsa stagione in Italia si sono registrati 16.000 morti per influenza. Il miglior modo di proteggersi è vaccinarsi.

Il quadro per questo inverno è ancor meno roseo in quanto si prevede un maggior numero di casi di influenza. Tale previsione si basa su ciò che si è già verificato nell’emisfero australe dove l’inverno è appena trascorso e il picco influenzale è già passato.

Dobbiamo vaccinarci tutti? No, il Ministero della Salute, ha da tempo emanato linee guida molto precise e ragionevoli sulle categorie per le quali il beneficio della vaccinazione è di gran lunga maggiore dei potenziali effetti collaterali dei vaccini; e cioè coloro che presentano patologie polmonari, cardiache o diabete e gli anziani soprattutto se affetti da tali patologie; la raccomandazione riguarda pure le categorie che svolgono funzioni pubbliche. Immaginiamo un posto di polizia o un ospedale non adeguatamente presidiati perché la maggioranza dei poliziotti e operatori sanitari sono a letto con l’influenza.

E se comunque ci becchiamo l’influenza?

NO a pseudo-prodotti di rinforzo delle difese immunitarie nè agli antibiotici (a meno che il curante non riscontri complicanze polmonari).

SI alle vecchie 3 L dei nostri nonni (letto, lana, latte), tanti agrumi come fonte naturale di vitamina C, qualche antipiretico.

Ma ritorniamo all’importanza della vaccinazione. Anche quest’anno ci rivolgiamo in particolare ai cittadini ultrasessantacinquenni, soprattutto se fragili e affetti da patologie croniche. In tali categorie una “banale” influenza può comportare complicazioni severe e di difficile risoluzione.

Perché correre rischi inutili?  Vacciniamoci per proteggere noi stessi, i nostri cari, la nostra comunità