Proponiamo una nuova selezione di diagrammi che permettono di confrontare l’evolversi della lotta al COVID-19 in venti paesi.

 

I diagrammi con la curva verde sono quelli dei paesi che sono riusciti a ridurre notevolmente l’incremento dei nuovi casi giornalieri.
Quelli con la curva gialla, fra questi anche l’Italia, si riferiscono a paesi con una situazione abbastanza sotto controllo ma che devono continuare a ridurre la propagazione del contagio.
Quelli con la curva rossa, come si intuisce, sono paesi ancora lontani dal successo e che hanno un duro percorso prima di poter vincere questa battaglia.

Ma adesso veniamo alla situazione italiana.

Qui sotto vediamo il grafico rappresentante il fattore di crescita dell’epidemia aggiornato a ieri 03 Giugno 2020.

Come si può osservare dall’andamento della curva azzurra, l’epidemia, dopo essersi fermata con fattore di crescita zero, dal 19 aprile è in costante diminuzione (fattore di crescita negativo). È una constatazione veramente confortante e speriamo che l’andamento si stabilizzi anche nel futuro.

Finché il fattore di crescita sarà fermo a zero o sotto zero, si potrà continuare con le aperture di attività commerciali e relazioni sociali. Se quel valore tornerà stabilmente positivo sopra lo zero, bisognerà programmare nuove chiusure, dolorose sia a livello personale che di sistema paese.

Il nostro interesse, non potendo fare di meglio in mancanza del vaccino che ancora non esiste, è quello di ridurre sempre di più il contagio e questo sta avvenendo: assistiamo infatti con sollievo allo svuotamento degli ospedali e dei reparti di terapia intensiva. Consideriamo che sono stati principalmente i sacrifici che abbiamo sostenuto con il nostro comportamento ad aver avuto successo e ridotto il contagio. Abbiamo assistito ad una riduzione dei contagi principalmente per aver rispettato poche regole:

– Ridurre e limitare la vicinanza fra le persone.
– Indossare le protezioni individuali su naso e bocca.
– Lavarsi frequentemente le mani.

Non possiamo non ricordare, però, che il virus c’è sempre e non è stato eliminato. Abbiamo tutta la comprensione possibile per i più giovani perché forse sono quelli che hanno sofferto maggiormente per il lockdown, ma non sono giustificabili quando assumono un comportamento così pericoloso se si riuniscono numerosi, accalcati e senza mascherine, in onore alla rinata movida.

In ultimo un diagramma che ci mostra dove le persone si sono contagiate

 

Si nota, colpisce e stupisce l’enorme focolaio costituito dalle RSA e strutture assistenziali analoghe. La cronaca di questo periodo ci ha informato puntualmente di tale situazione e certamente la Magistratura avrà da capire come sia potuta accadere una cosa del genere. CI sono responsabilità enormi che attendono di essere portate alla luce.

Ma vediamo, subito dopo, come sia l’ambito familiare uno dei luoghi più pericolosi: un quarto dei contagi è avvenuto proprio all’interno  di un ambiente “amico” quali sono le mura domestiche.

Una quota di contagi, minore delle precedenti e forse inaspettatamente, è quella avvenuta all’interno di ospedali e ambulatori. Rappresenta una quota limitata rispetto al totale, forse e per merito dell’attenzione che è stata posta da parte del personale sanitario nella gestione dei flussi di persone all’interno degli edifici.